giovedì 22 febbraio 2018

La nuvola

Le vacanze finiscono e purtroppo lo fanno sempre. Ma per me le brutte notizie non erano assolutamente finite, di li a breve avrei messo il mio skate nel box per almeno un mese, dato che si riprendeva la scuola.
Avevo tutta la giornata per fare i bagagli, salutare la nonna che amorevolmente mi aveva ospitato, gli amici con cui avevo passato splendidi momenti e le amiche.
A vent'anni gli amici si salutano in una manciata di minuti, per le amiche si spende un po' di più.
Verso le 12:30 tergiversavo, dovevo ancora convincere la mia gatta ad entrare nella gabbia con bisognini consumati e dovevo ancora decidere se mangiare in viaggio o mangiare a casa.
Alle 13.00 con pancia piena tutto era predisposto per la partenza, anche il sole e il cielo erano dalla nostra parte.
Uno splendido azzurro contornava splendidamente la cartolina che Bordighera poteva offrire sul finire di agosto.
Mi aspettavano 300km circa con una sosta per un meritato caffè di metà viaggio.
Fin da subito trovai poco trafficco e la mia pelosa compagna di viaggio, aveva già ben preso il sonno. Mi sarebbe toccata una solitaria senza musica e per come interpreto i viaggi, era l'idillio perfetto.
Vedevo il panorama, assaporavo il profumo della Liguria, fatto di pini, sole ed del poco smog della riviera di ponente.
Passai Sanremo, Arma di Taggia, ammaliato dai riflessi del mare, era un panorama incantevole, un ritratto davvero stupendo.
Notai allora un ciuffo bianco in quel cielo azzurro, una nuvola, una piccola nuvoletta bianca.
A Spotorno era ancora li, come se i caldi raggi del sole e le correnti ventose non riuscissero a dissolverla.
C'era ancora a Savona e sul Turchino e allo svincolo per Genova e la cosa cominciava a divertirmi quella nuvoletta, sembrava viaggiare con me.
Il traffico si faceva più intenso, e mi fermai all'autogrill di Marengo per il caffè.
La gatta non fece una piega continuò a dormire, le avevo abbassato un filo i finestrini per via del caldo, ma strano a dirsi e a vedersi sembrava a suo completo agio.
Verso Tortona, la gatta si svegliò, fece capolino con un semplice miagolio soffuso, secondo me era ancora addormenta, provai a guardarla dallo specchietto e notai che era comodamente sdraiata nella sua gabbia con una zampa sul suo pupazzo preferito.
Notai che la nuvola era ancora al suo posto, non troppo distante dal sole e nonostante l'ingresso in Lombardia il cielo era ancora terso e limpido.
Nell'ultimo tratto di strada il traffico sembrava completamente dissolto, poche macchine, e stranamente educate.
Decisi quindi di spingere un po' passando in terza corsia.
Nell'uscire la macchina davanti, una maledetta golf rossa mi chiude contro il gard rail.
Tutto avviene in un attimo, il suo posteriore sinistro urta il mio anteriore destro, il mio anteriore anteriore destro si schiaccia contro il gard rail, la macchina curva, si inclina, il rumore della lamiera che si piega, scintille che entrano dal finestrino.
La macchina si staccò da terra dall'interno verso l'esterno, una capriola decisamente pericolosa.

Poi fu silenzio, l'impatto sulle 4 ruote dopo aver girato su me stesso, un tonfo sordo, ma tutto bene, la macchina va ancora e me ne rendo conto, una lucidità dovuta più all'adrenalina che al resto.
Riprendo il volante e cerco di raggiungere la corsia di emergenza.
La gatta sta bene, io sto bene, nessuno dei due ha segni dell'impatto, la macchina ha il muso rovinato sul lato destro ma tutto il resto sembra essere straordinariamente intatto.
La carrozzeria si ripara.

Lo spavento scema, rimango per qualche minuto fuori dalla macchina, a prendere coscienza di quanto è avvenuto negli ultimi 800 metri. Per fortuna non c'era nessuno, per fortuna non c'erano altre macchine. Alzo gl'occhi al cielo... e la nuvola è ancora li... 
Sento un brivido, un sussurro dolce, una voce che conosco, "ora sai perché ti ho seguito, ti sarò sempre vicino", guardo la nuvola che piano si dissolve.

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